Gestione delle emozioni – Il disprezzo

Esistono emozioni positive ed emozioni negative ed ognuna in particolare, se teniamo conto dell’aspetto adattivo, svolge un ruolo utile ed importante.

Il disprezzo è parente del disgusto, ma ne differisce per alcuni aspetti. È un’emozione collegata al nostro patrimonio di valori e si attiva nel momento in cui si fa un paragone sociale o una valutazione di valori. Infatti la parola “disprezzo” è composta dal prefisso “dis” che indica una mancanza e “prezzo” che indica un valore, quindi “mancanza di valore”. Lo si prova nei confronti delle persone, in funzione delle loro azioni o pensieri, essendo il disprezzo un’emozione strettamente connessa a principi morali e valoriali. Si tratta dell’emozione che si sperimenta quando vi è mancanza di apprezzamento verso qualcuno o quando ci si sente moralmente feriti. La dimensione di riferimento è l’interazione sociale, all’interno della quale il disprezzo svolge la funzione di modulare le relazioni tra le persone. Si manifesta quindi in situazioni sociali, per esempio quando si vuole esprimere disapprovazione verso comportamenti trasgressivi di norme morali e di convenzioni sociali, comportamenti aggressivi e violenti o tradimento della fiducia; perciò si identifica come “emozione sociale“.

Tali considerazioni non aiutano affatto a cogliere l’aspetto positivo di tale emozione, che ci induce a pensare a relazioni umane regolate da sfida e inimicizia, anche perché, nel linguaggio comune, alla parola “disprezzo” viene assegnata quasi sempre una valenza fortemente negativa.

Per chiarire quest’apparente contraddizione può essere utile considerare che questa emozione viene spesso attivata da come percepiamo le situazioni contingenti. È stato dimostrato che le persone empatiche tendono a vedere in questa emozione varie sfumature positive, dato che hanno maggiore tendenza a capire gli altri piuttosto che giudicarli.

Il disprezzo è l’opposto dell’empatia poichè, invece di mettere in contatto con gli altri e con le diverse realtà (empatia), pone una sorta di barriera con la quale la persona mostra un atteggiamento tale da denigrare e sminuire l’altro. Spesso colui che attua questo atteggiamento, non accetta chi è in disaccordo, non prende in considerazione i bisogni altrui e, solitamente, ha una scarsa capacità di comunicare. Tale modo di porsi nasce di solito da un insieme di stati emotivi quali frustrazione e rabbia, emozioni che, in questo modo, invece che essere accettate ed elaborate, vengono proiettate verso gli altri.

Il disprezzo si manifesta sul volto con particolari smorfie, quali l’innalzamento dell’angolo della bocca, produzione di un mezzo sorriso, l’assenza di attività nella fronte e degli occhi, il mento alzato che espone la gola, lo sguardo dall’alto verso basso.

Questa emozione, così potente e distruttiva, andrebbe controbilanciata esercitando compassione, ascolto empatico ed apertura mentale verso sè stessi e verso gli altri. C’è una possibilità di riparazione di questa percezione così negativa dell’emozione del disprezzo ed è il “Salto di coscienza”, che consiste nell’elevare la propria coscienza, espandendola verso atteggiamenti utili a superare quei paletti che impediscono di essere più positivi. Sono degli step che aiutano, lavorando soprattutto su sé stessi, a comprendere la vera natura della realtà, a fare esperienza di un’ampia gamma di potenzialità e abilità umane che ci appartengono, a sviluppare la propria consapevolezza individuale, a riscontrare un effetto positivo sulla propria vita, in qualche modo dando forma a qualcuno o qualcosa oltre se stessi.

Non entrerò nel dettaglio  a spiegare ciò che ognuno di questi punti significa nella totalità, voglio invece offrire queste vie meravigliosamente potenti, di cui si può fare esperienza per ottenere un enorme cambiamento di coscienza. Parlo di qualcosa che potrà condurci ad un livello maggiore di soddisfazione, felicità, successo, pace, crescita interiore.

Pubblicato da MARGHERITA PESARINI

Margherita Pesarini è una Facilitatrice del Cambiamento Personale. Ha perfezionato la sua formazione umanistica con gli studi filosofici che l'hanno indotta da sempre ad una ricerca interiore del proprio essere, per ritrovare se stessa e vivere una vita di felicità e benessere. Ama scrivere e stimola il lettore, attraverso la conoscenza di se stesso, ad attuare quello stile di vita che porta al successo e alla felicità. Da alcuni anni studia ed applica tecniche di LIFE COACHING, curando ogni particolare, ogni esercizio, ogni argomento al solo scopo di aiutare le persone ad arrivare nel modo più giusto alla realizzazione dei propri obiettivi, liberandosi delle paure, riconoscendo le proprie potenzialità ed allenandole. La sua attività è costantemente rivolta a chi crede in sé stesso per raggiungere i propri obiettivi e per vivere una vita piena di soddisfazioni, a chi crede nel cambiamento, nei valori, e si applica concretamene e attivamente per realizzare ciò che desidera, con equilibrio, energia e positività.

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